Martedì, 17 Febbraio 2026 14:07

Ecco il nuovo Patto tra la Regione Emilia-Romagna e le organizzazioni di volontariato del soccorso

Scritto da Veronica Rafaniello

Bologna – È stato firmato il nuovo Patto tra la Regione Emilia-Romagna e le organizzazioni di volontariato del soccorso: Croce Rossa Italiana, Anpas e Misericordie.
Un accordo che si inserisce in un percorso di collaborazione lungo oltre quarant’anni e che guarda al futuro, riconoscendo il volontariato come componente strutturale e qualificante del sistema sanitario pubblico regionale.

Per la Croce Rossa Italiana era presente Giuseppe Zammarchi, Presidente del Comitato Regionale Emilia-Romagna, a testimonianza dell’impegno costante dell’Associazione nel contribuire, in sinergia con le Istituzioni, alla tutela della salute e del benessere delle comunità.

«Il Patto dimostra concretamente come le Associazioni di volontariato, e Croce Rossa Italiana è protagonista in questo contesto, siano parte attiva e sostanziale del sistema di emergenza-urgenza», ha dichiarato Zammarchi. «Offriamo un patrimonio di professionalità rappresentato dai nostri volontari, volontarie e collaboratori. Questo accordo consente ai Comitati territoriali di operare secondo indirizzi comuni, valorizzando il personale e ottimizzando le risorse. In ultima analisi, significa garantire ancora più qualità ai servizi offerti ai cittadini».

Un sistema che si regge sul volontariato

In Emilia-Romagna sono 38.420 gli operatori coinvolti, di cui oltre 37.500 volontari e volontarie, impegnati quotidianamente nei servizi di emergenza-urgenza del 118, nel trasporto sanitario e sociosanitario, nelle attività di Protezione Civile, nell’area sociale e nella formazione alla cittadinanza.

«Senza l’apporto del volontariato, il sistema di emergenza-urgenza, ma più in generale l’intero sistema sanitario regionale, non sarebbe in grado di garantire le decine di migliaia di servizi assicurati ogni giorno», ha sottolineato Massimo Fabi, Assessore alla Salute della Regione Emilia-Romagna. «È una peculiarità di cui l’Emilia-Romagna deve andare orgogliosa e che va custodita come una risorsa preziosissima. Il Patto nasce per valorizzare ulteriormente questa collaborazione e renderla un’alleanza stabile, fondata sulla tutela della salute come diritto fondamentale e collettivo».

I numeri confermano il peso specifico del volontariato organizzato: nelle emergenze gestite dal sistema 118, le organizzazioni intervengono in oltre la metà delle attività in convenzione con le Aziende Usl, garantendo mezzi di soccorso, equipaggi formati e presidi territoriali. A questo si aggiungono servizi essenziali per le famiglie, come il trasporto sanitario programmato, le dimissioni protette, i trasferimenti intra e inter-ospedalieri, l’assistenza durante manifestazioni pubbliche, fino agli interventi in ambito di Protezione Civile e alle attività sociali e formative.

Per Zammarchi, il valore aggiunto della Croce Rossa risiede nella qualità delle persone: «Non parliamo solo di numeri, ma di donne e uomini con competenze specifiche, formati attraverso un sistema strutturato di aggiornamento continuo, esperienze sul campo ed esercitazioni. Questo impegno rappresenta il nostro miglior biglietto da visita e contribuisce in modo decisivo alla tenuta del Servizio Sanitario Regionale».

Il cuore dell’accordo: il Tavolo regionale permanente

Elemento centrale del Patto è l’istituzione di un Tavolo regionale permanente, luogo di confronto stabile tra Assessorato alla Sanità, Aziende sanitarie e rappresentanze regionali delle organizzazioni di volontariato.

L’obiettivo è costruire un sistema trasparente, verificabile e sostenibile per la rendicontazione economica e il monitoraggio delle attività, attraverso indicatori condivisi di qualità, appropriatezza ed efficienza; garantire un quadro regionale coerente per la formazione e l’applicazione uniforme delle procedure operative; rafforzare il sistema del volontariato assicurando omogeneità di comportamento su tutto il territorio.

«Tradotto in termini concreti – ha spiegato Fabi – significa un servizio più efficiente e più vicino alle necessità di cittadine e cittadini».

Anche per Croce Rossa il Tavolo rappresenta un passaggio strategico. «Essere presenti significa partecipare alle decisioni e agli sviluppi del sistema di emergenza-urgenza», ha evidenziato Zammarchi. «È un’opportunità di dialogo continuo con la Regione e le Aziende sanitarie, ma anche un punto di partenza per future attività condivise».

Formazione, qualità e lavoro di squadra

Il Patto pone particolare attenzione alla formazione e alla qualità dei servizi. Per la Croce Rossa, si tratta di un investimento naturale e coerente con i propri Principi e con la propria storia.

«La formazione è un elemento strategico, non solo nell’emergenza-urgenza ma in tutte le attività che svolgiamo quotidianamente, dal sociale al supporto alle persone più fragili», ha ribadito Zammarchi. «Il Comitato Regionale sarà al fianco di tutti i Comitati territoriali. Siamo pronti ad affrontare questa nuova fase, consapevoli che le competenze che possiamo mettere in campo saranno all’altezza della sfida. Perché sappiamo fare squadra».

Una squadra che comprende anche le altre realtà del volontariato del soccorso. «Vestiamo divise diverse e rappresentiamo storie differenti – ha concluso il Presidente regionale CRI – ma condividiamo lo stesso obiettivo: aiutare chi è in difficoltà. Il rapporto con Anpas e Misericordie è positivo e collaborativo, e c’è la volontà comune di proseguire su questa strada».

Uno sguardo al futuro

Per la Regione, il Patto avrà un ruolo centrale nella programmazione futura della sanità e della Protezione Civile, anche alla luce delle nuove sfide demografiche e sociali. «Il volontariato è già oggi centrale ogni volta che si verifica un’emergenza o una criticità», ha ricordato Fabi. « Abbiamo la fortuna di avere una presenza del volontariato fortissima in Emilia-Romagna: uno straordinario patrimonio condiviso, che dà misura della capacità di una comunità di prendersi cura di  se stessa».

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